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Ristrutturazione del bagno; basta sorprese, oggi il preventivo è on line

Le piastrelle del tuo bagno non si addicono più al tuo stile oppure i sanitari sono obsoleti?  Una ristrutturazione del bagno a regola d’arte è decisamente la soluzione giusta per te, ma prima di commissionarla a qualcuno ti consiglio di prendere in considerazione alcuni aspetti molto importanti per evitare spiacevoli sorprese.

L’Importanza di un’Impresa Affidabile

Una ristrutturazione del bagno eseguita a regola d’arte è fondamentale per scongiurare infiltrazioni o danni di altra natura, quindi è bene rivolgersi sempre ad imprese con esperienza e conosciute sul mercato.  Oggi prendiamo in esame l’impresa a Int&ext.it, che vanta un’esperienza pluriennale nel settore.
Dal suo sito puoi calcolare direttamente un preventivo in due modalità:

Preventivo simultaneo: fornisce un’idea approssimativa dei costi di ristrutturazione bagno, che vengono calcolati subito dopo la spunta dei lavori da eseguire e dei metri quadri del vano.
Questa formula può servire per iniziare a farti un’idea di quanto potresti spendere per una futura ristrutturazione;

Preventivo personalizzato: con l’inserimento di dati specifici potrai avere un’idea pressochè esatta delle future spese di rinnovo del tuo bagno.
Per ricevere tale preventivo dovrai attendere qualche giorno dall’invio del modulo e può rivelarsi molto utile qualora tu abbia necessità urgenti.

Costi di Ristrutturazione Bagno

Il costo di ristrutturazione del bagno è determinato sia dalla sua dimensione, sia dai materiali che sceglierai come sanitari, piastrelle e via discorrendo.

 

Ricorda che il preventivo calcolato sul sito Inteext.it deve essere validato da un professionista incaricato, il quale effettuerà un sopralluogo per valutare accuratamente tutti gli interventi necessari.

A lui potrai inoltre chiedere consigli e chiarimenti.

Agevolazioni Fiscali 2019

Decidere di dare nuova vita alla tua toilette è ancora più vantaggioso grazie alle agevolazioni fiscali previste dalla legge di Bilancio 2019, che ha deciso di prorogarle fino al 31 dicembre.
Tutti coloro che decideranno di avviare dei lavori di ristrutturazione del bagno a partire dal 1 gennaio 2019 potranno infatti usufruire di una detrazione fiscale pari al 50% sulle spese sostenute, a patto che queste non superino i 10 mila Euro.

Nelle spese sono inclusi anche i grandi elettrodomestici di classe A+, grazie ai quali il consumo energetico si riduce in maniera considerevole, facendo risparmiare il consumatore.
Tale detrazione è possibile solo se il reddito del contribuente non supera l’IRPEF, altrimenti la percentuale sarà più bassa.

Questi benefici verranno a loro volta suddivisi in dieci rate annuali e dovranno essere richiesti nella dichiarazione dei redditi.

Ma le novità non finiscono qui, poiché è in arrivo l’Ecoprestito 2019, ossia una forma di finanziamento governativo con tasso agevolato, dedicato a tutti coloro che desiderano far avviare opere di ristrutturazione all’interno della loro abitazione ma al momento sono sprovvisti di risorse economiche.

 

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Bonus mobili ed elettrodomestici: requisiti e obblighi

Il bonus mobili 2019, come quello del 2018è un’ottima opportunità per chi intende ristrutturare la propria casa e vuole usufruire di agevolazioni a livello fiscale per acquistare mobili ed elettrodomestici. Come ha stabilito la legge di bilancio da poco varata, la possibilità di usufruire delle detrazioni è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019. Si tratta in particolare di una detrazione Irpef del 50%, di cui possono usufruire coloro che arrivano ad un importo massimo di spesa di 10.000 euro. Ma quali sono i requisiti per ottenere il bonus? Quali sono gli obblighi che il contribuente ha per poter usufruire dell’agevolazione fiscale?

I requisiti per ottenere il bonus 2019

Per poter usufruire del bonus con la detrazione sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, il contribuente deve aver messo mano a dei lavori che vedono la ristrutturazione dell’abitazione, anche nel senso della riqualificazione energetica dell’immobile.

bonus_2019_mobiliInfatti, per quanto riguarda in particolare gli elettrodomestici, essi devono essere di classi pari almeno alla A+ ed A relativamente ai forni. I mobili acquistabili possono essere quelli relativi a varie stanze della casa, compresi gli arredi del bagno.

I grandi elettrodomestici, secondo quanto ha chiarito la stessa Agenzia delle Entrate, possono comprendere apparecchi di vario tipo, come, ad esempio, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, stufe elettriche, radiatori elettrici, apparecchi dedicati al condizionamento e ventilatori elettrici, oltre che apparecchi utilizzati per la cottura dei cibi.

Gli elettrodomestici acquistati dovrebbero essere dotati di etichetta energetica, in modo da poter verificare se veramente appartengono alla classe di apparecchi deputati al risparmio e all’efficienza energetica.

Per quanto riguarda i mobili sono ammessi ad esempio letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi, librerie, scrivanie, apparecchi per illuminare gli ambienti. Invece non sono ammesse le porte, le pavimentazioni e le tende.

Gli obblighi da sostenere

Avere a disposizione la possibilità di usufruire del bonus elettrodomestici e mobili 2019 comporta anche degli obblighi per il contribuente, che può richiedere la detrazione del 50% dell’Irpef in sede di dichiarazione dei redditi.

L’obbligo consiste principalmente nella comunicazione delle spese sostenute ad Enea, attraverso una trasmissione dei dati. Il contribuente deve comunicare le informazioni che attestano il diritto di poter usufruire del bonus e deve inviare i dati relativi alle spese di ristrutturazione.

Infatti soltanto con le ristrutturazioni edilizie è possibile usufruire del bonus fiscale, se si dimostra che gli elettrodomestici comprati e i lavori eseguiti siano finalizzati ad ottenere il risparmio energetico o ad utilizzare le fonti di energia rinnovabili contro l’inquinamento ambientale.

L’Enea ha pubblicato anche una guida per l’utente e creato un apposito spazio web, attraverso il quale gli utenti possono trasmettere i dati necessari. I dati all’Enea  (Qui per il portale ENEA) devono essere trasmessi entro 90 giorni, a partire dalla data in cui sono terminati i lavori di ristrutturazione.

Per tenere conto della fine dei lavori di ristrutturazione, i documenti da prendere come punti di riferimento sono costituiti dal certificato di fine dei lavori, dal collaudo eseguito e dalla dichiarazione di conformità.

Ulteriori informazioni è possibili trovare direttamente nel portale di arredamento per il bagno Jo-Bagno.it, dove quotidianamente si ricevono acquisti di utenti che si avvalgono delle agevolazioni fiscali. Troverete nella sezione news, un valido articolo che approfondisce l’argomento chiarendo bene a chi spetta il Bonus Mobili 2019.

Le modalità di pagamento

Un altro requisito importante di cui devono essere in possesso i contribuenti che vogliono avere il bonus mobili 2019 riguarda le modalità di pagamento. I pagamenti devono infatti essere effettuati soltanto con bonifico, con la carta di debito o di credito. Se si paga con assegni bancari, contanti o con altri mezzi, questi non vengono presi in considerazione e non si può avere diritto a chiedere il bonus.

È bene specificare che le agevolazioni fiscali sono ammesse anche se i mobili e gli elettrodomestici sono stati acquistati con un finanziamento che prevede un pagamento a rate. In quest’ultimo caso però è necessario che la società che dà il finanziamento si attivi per pagare sempre con le modalità di pagamento ammesse.

Inoltre, secondo quanto stabilito dalla circolare numero 7 del 2017, il contribuente che intende richiedere il bonus 2019 deve avere una copia della ricevuta del pagamento. La data di pagamento è quella che fa riferimento al giorno di utilizzo della carta, se si paga con carta di credito o di debito. Quindi si tratta della data che è indicata nella ricevuta che attesta la transazione. Non viene presa come punto di riferimento la data che corrisponde al giorno in cui il pagamento è stato addebitato sul conto corrente del contribuente, se ci sono giorni di differenza tra l’una e l’altra operazione.

 

Eliminare il bidet nel bagno: una soluzione salva spazio?

Si può eliminare il bidet dal bagno? Alcuni la vedono come una soluzione salva spazio. D’altronde, se pensiamo per esempio ai francesi, loro nemmeno ce l’hanno e non lo usano abitualmente. Per un italiano potrebbe sembrare una cosa assurda, descrivendo alcuni Paesi europei che rinunciano al bidet come poco attenti all’igiene personale. Ma oggi la tendenza, preminente soprattutto nei Paesi del Nord Europa, si sta diffondendo anche altrove, anche in Italia. Per esempio chi ha la necessità di sfruttare piccoli spazi e di creare un ambiente funzionale anche all’interno della stanza da bagno preferisce rinunciare il bidet, per lasciare il posto ad altri elementi, come per esempio può accadere nel caso del bagno-lavanderia.

Come si usa il bidet? I principali usi in Italia

Bidet in ceramicaMa come si usa il bidet? Il principale scopo del bidet è quello di consentire di lavarsi opportunamente dopo aver usato il water. Dopo essersi puliti con la carta igienica, si usa l’acqua oppure, in alternativa, alcune persone usano direttamente il bidet come sostituto della carta igienica. Ci si può sedere per esempio a cavalcioni, con il viso rivolto verso il rubinetto, oppure si può utilizzare il sanitario anche nell’altro senso, come se si trattasse di un wc.

Basta regolare la temperatura e la forza del getto d’acqua per ottenere il massimo comfort desiderato. Il bidet serve per lavare la zona genitale o il di dietro. Si dimostra molto utile per le persone che soffrono di emorroidi, perché può rappresentare un’alternativa al pulirsi molto con la carta igienica, evitando il rischio di irritare la zona sofferente.

È molto importante per le persone che hanno una motilità ridotta e che non possono usare spesso la doccia o la vasca. Per le donne si rivela essenziale specialmente nella fase del ciclo mestruale. Inoltre il bidet si può usare anche per lavarsi velocemente i piedi.

Perché i francesi non hanno il bidet?

bidet dall'altoIn Francia il bidet non viene usato. Eppure forse non tutti sanno che il bidet ha le sue origini proprio in Francia tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Il nome dell’inventore di questo sanitario rimane ad oggi sconosciuto. Per quanto riguarda il nome, è proprio quello che i francesi utilizzano per il pony e deriva dal verbo bider, con il significato di “trottare”, alludendo alla posizione assunta durante l’utilizzo del sanitario.

Possiamo ritrovare il bidet in Spagna, in Portogallo, nell’America Latina e in Giappone, ma nei Paesi del Nord Europa, come ad esempio anche in Gran Bretagna, non viene utilizzato. Semplicemente la mancanza della sua diffusione è l’abitudine di pulirsi direttamente con una doccia.

Gli Stati Uniti e il Canada hanno avuto la possibilità di scoprire il bidet quando i soldati della Seconda Guerra Mondiale intervennero in Europa. Da questo punto di vista, se vogliamo fare un discorso a livello culturale, il bidet non ha un’ottima reputazione, perché i soldati conobbero l’uso di questo “strumento”, quando frequentavano le case di prostituzione.

Scopriamo l’uso del wc bidet combinato

Conoscete l’uso del bidet e del water insieme, in maniera combinata? Proprio chi ha l’esigenza di ottimizzare lo spazio in bagno elimina il bidet e utilizza bidet e water in un solo raggruppamento. Il wc con il bidet integrato può essere costituito da prodotti come semplici copriwater con funzione da bidet da inserire sui sanitari. Oppure ci sono proprio i vasi-bidet da installare in un’unica soluzione, se non ci sono altri sanitari presenti nel bagno. In questo modo si riduce l’ingombro.

Si tratta di soluzioni che possiamo trovare facilmente in commercio e che includono degli accessori piuttosto innovativi e utili. Fra questi possiamo ricordare i filtri in ceramica per ridurre i cattivi odori, i sistemi autopulenti degli ugelli e per la loro igienizzazione e i sistemi di chiusura soft delle tavolette.

Insomma, in un unico kit abbiamo a disposizione bidet e water insieme che a volte hanno dei sedili che presentano anche la funzione di asciugatura, permettendo agli individui di scegliere la temperatura generalmente in un intervallo compreso tra 30 e 50 gradi. Tutto ciò contribuisce a rendere il comfort, perché, nei modelli più evoluti, si può regolare anche la temperatura del sedile, in modo da non provare quella spiacevole sensazione fredda nei mesi invernali. Se vogliamo eliminare il bidet nel bagno, il wc bidet combinato sicuramente è una soluzione molto interessante da considerare.

Sanitari Hermitage Sospesi

Civita Castellana, una soluzione per scegliere i sanitari bagno

Se abbiamo bisogno di scegliere una soluzione ideale per i nostri sanitari da bagno, quindi, anche alla luce di tutto ciò che abbiamo descritto, non possiamo non rivolgerci a Civita Castellana, che davvero sa fare la differenza con le sue produzioni basate sull’esperienza e sulla bravura di artigiani che nel tempo si sono affermati in questa attività.

È opportuno considerare l’importanza di questa cittadina come centro culturale di grande rilevanza nell’ambito di un settore spesso non conosciuto, ma che è uno dei più floridi dell’economia del nostro Paese. Non pensiamo che questo settore sia si sia affermato tutto d’un colpo, ma ci sono voluti tanti anni e tanto impegno, per arrivare ad una soluzione che oggi è considerata davvero il meglio a disposizione in Italia.

sanitari bagno faster

Sanitari Sospesi Faster ditta Art Ceram di Civita Castelalna

Quando abbiamo bisogno di scegliere i sanitari per il bagno non pensiamo che sia qualcosa di così facile, anche perché in bagno non può essere considerato un ambiente secondario della nostra abitazione. Proprio per questo motivo, se ci rivolgiamo agli esperti che operano nel distretto industriale di Civita Castellana, potremmo essere sicuri di non sbagliare e di fare la scelta più corretta, che possa accontentare anche le nostre esigenze personali in tema di arredamento.

La nostra abitazione, quindi, avrà qualcosa in più, un tocco di personalità che nemmeno noi ci aspettavamo, facendoci raggiungere risultati importanti perciò che riguarda la possibilità di arredamento dedicato appositamente alla stanza da bagno. Se ci va possiamo fare un giro fra le aziende di Civita Castellana, per renderci conto personalmente di quante opportunità riescano a fornirci per arredare al meglio il bagno di casa nostra, con semplicità, ma allo stesso tempo con un certo stile.

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Le agevolazioni fiscali grazie al Bonus Case 2018

Il bonus case per il 2018: tutto quello che c’è da sapere!

Buone notizie per tutti coloro che speravano nel “Bonus case” anche per l’anno 2018: le detrazioni fiscali per chi effettua interventi di ristrutturazione sono state confermate dalla Legge di Bilancio del Governo Gentiloni anche per l’anno corrente; inoltre, il documento presenta anche delle importanti novità, come il Sismabonus, Ecobonus e agevolazioni per tutti coloro che decidono di investire sul recupero del verde urbano.
Ma in cosa consistono queste nuove voci introdotte? Vediamole più da vicino e scopriamo insieme tutte le novità del Bonus Case 2018.

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Tutte le novità del Bonus 2018

Come abbiamo già accennato, il Bonus Case 2018 è aperto a tutti coloro che desiderano effettuare interventi antisismici, di ristrutturazione della casa, oppure volti al risparmio energetico.
Queste detrazioni sono riassumibili nei seguenti punti:

  • Bonus ristrutturazione
  • Ecobonus
  • Bonus caldaie
  • Bonus mobili
  • Sismabonus
  • Bonus unico condomini
  • Bonus zanzariere
  • Bonus verde
  • Bonus tende da sole

Ti invitiamo ad approfondire l’argomento trattato direttamente da Qui.

Grazie a questi nuovi Bonus inseriti nella Legge di Stabilità 2018, i contribuenti a seconda degli interventi eseguiti possono quindi ottenere delle detrazione che vanno da un minimo del 50% fino ad un massimo dell’85%.

Per approfondimenti su questo argomento QUI